Sono diventato rosso
poi ho creduto
di essere troppo fragile
per quel niente
un pensiero sfuggente
come l’acqua
che rovesciata in una cesta
e sollevata
tutta piano esce
inarrestabile.
Sono diventato macchia
quando ho visto
e toccato
tanto grigio
in un solo momento
perché
nonostante la smorfia
che l’inchiostro fa cadendo
provo sempre attrazione
verso la caduta libera.
Sono diventato polvere
e ho imparato
a depositarmi
su ogni cosa che incontro
rivestendola finemente
senza che nessuno
possa vedermi
e nel silenzio
rilevare le impronte
col mio cuore ghiotto.
Sono diventato storia
quella che si racconta
da una bocca all’altra
che si ascolta controvoglia
ma inevitabile
perché il fiato corto
e l’impulso degli altri
a sorridere
sono una multa che pago
ogni giorno meno volentieri.
Sono diventato aria
invisibile fresca
che ama mischiarsi
e rasentare velocemente
i muri le facce accaldate
giocando con i rimbalzi
entrando nelle case
nel bucato appena steso.