Io non so raccontare le storie
mi spiace
e non sono neanche bravo
ad ascoltare
ma tu che
dentro agli occhi contieni
ogni cosa che hai visto
solo e cammini
solo e cammini
tra case straniere.
Piano scopri che noi abbiamo
tante regole disabitate
e l’umana attenzione si spegne
dopo il primo sorriso.
Hai la calma e la disperazione
di chi ha giocato
con la terra e un mattone.
Hai la forza enorme di chi
forza non ha
ed è l’unico avere.
Hai la nostalgia di trovare
le cose lasciate
odori abbracci e attese.
Se uno viaggia nel mondo
si porta il mondo con sé
e la tasca è piena
della voce rimasta.
Forse ce la farai
o non ce la farai
forse ce la farai
o non ce la farai
come noi.
Mentre noi siamo stati rapiti
da chi o da cosa
e sogniamo le terre lontane
da cui sei scappato.
Fatichiamo a conoscere e a crescere
insieme ai figli,
e un vuoto ci assale
come fosse banale
cercare e trovare con loro.
Come fosse normale pensare
ma fermarsi a pensare
come fosse normale avere
ed usare il sapere.
Forse ce la faremo
o non ce la faremo
forse ce la faremo
o non ce la faremo
come voi.